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Verifica e certificazione di portata per scaffalature industriali

Gaesco offre un servizio di ispezione e certificazioni di portata del vostro impianto di scaffalature industriali nuovo o già installato e controlli periodici sullo stato di conservazione del vostro magazzino. Se il vostro impianto non è dotato delle dovute certificazioni di portata, vi offriamo la possibilità di mettere a norma il vostro impianto industriale con il rilascio di una certificazione che ne attesti la portata per stoccaggio.
Ci avvaliamo della competenza di ingegneri strutturisti, che valuteranno in maniera attenta il vostro magazzino,  soppalco industriale o scaffalature portapallet, secondo uno schema ben preciso

Certificazioni di portata scaffali:
gli elementi da valutare

  • definizione delle portata massima della scaffalatura industriale o del soppalco per tutti gli elementi
  • verifica della struttura industriale, rispetto alla zona sismica d’ installazione
  • stato della posa ed eventuale rilascio di nuova dichiarazione di montaggio a regola d’arte
  • controllo di parti strutturali danneggiate che possano comprometterne la stabilità
  • fornitura di nuovi cartelli portata e layout in CAD dell’impianto
  • prescrizione di eventuali elementi e accessori per la messa in sicurezza

Controlli periodici delle scaffalature industriali

Gaesco fornisce anche un servizio di controlli periodici sullo stato di conservazione delle vostre scaffalature professionali, scaffalature portapallet, soppalchi industriali secondo le indicazioni fornite dalla norma UNI 15635:2009, fornendo una relazione dettagliata finalizzata alla corretta manutenzione sulle scaffalature presenti nel vostro magazzino.

Scaffalature antisismiche: una buona progettazione iniziale

Attualmente nel nostro paese le scaffalature industriali in zona sismica, devono essere sempre concepite con criteri antisismici. L’obbligatorietà dipende dalla legislazione vigente in Italia: a) sulla sicurezza dei luoghi di lavoro (in particolare il D.lgs. 81/2008 o Testo Unico); b) e sulla progettazione delle strutture (in particolare il D.M. 14/01/2008).  In fase di progetto, nella valutazione del rischio sismico, si devono valutare le possibilità connesse, ovvero che l’impianto abbia un cedimento strutturale, un crollo parziale o totale della scaffalatura.  Si devo pertanto considerare tutti rischi di caduta, di scivolamento all’interno o all’esterno dello scaffale delle merci stoccate sulle strutture, nei corridoi di passaggio con possibili danni alle persone e con conseguente danneggiamento delle merci

La progettazione antisismica dell’intera scaffalatura o l’adeguamento di una struttura già in uso, ne evita quindi il colasso o il crollo parziale ma non risolve i danni causati dalla caduta dall’alto dei carichi pesanti.
Nell’effettuare la valutazione di “rischio sismico” di una scaffalatura industriale progettata per resistere al sisma è fondamentale prevedere l’ installazione di accessori, appositi come rompitratta, fermapallet e reti anticaduta, accessori aggiuntivi inseriti sulle scaffalature antisismiche a livello industriale che impediscono la caduta delle merci stoccate durante il terremoto.

Quello che cambia tra una scaffalatura tradizionale e una antisismica è principamente il tipo di progettazione. Nella semplice scaffalatura industriale  vengono considerati solo i carichi statici (peso proprio della struttura e peso della merce da  stoccare,  mentre nellascaffalatura antissimica intervengono anche i carichi dinamici dovuti alle oscillazioni causate dal sisma.

Scaffalature antisismiche: una serie di parametri per il calcolo

La scaffalatura industriale antisismica deve essere costituita da scaffali autoportanti, fissati esclusivamente a terra, questo è un aspetto determinante della progettazione . Le strutture devono essere indipendenti per poter sfruttare al meglio, durante il sisma, le loro proprietà elastiche. Ogni progettazione riferita ad una struttura per scaffalature antisismiche è sviluppata su una precisa serie di parametri che determinano il calcolo strutturale.
I parametri da valutare: categorie di sottosuolo, la categoria topografica, la classe d’impiego del magazzino, la vita nominale del magazzino, la natura dei materiali a contatto, ovvero con cosa sono fatti i bancali e le travi della scaffalatura, la tipologia di merce stoccata.

 

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